Sabato 27 giugno ha aperto ufficialmente le sue porte la Casa delle Culture del Mediterraneo, il nuovo polo culturale e sociale sorto dalla rigenerazione dell’ex edificio scolastico degli anni Sessanta, nel cuore di Casamassella, frazione del Comune di Uggiano la Chiesa, in provincia di Lecce. L’inaugurazione si è trasformata in una vera festa di comunità: residenti, operatori culturali, artisti, associazioni, professionisti e attivisti hanno condiviso il momento, rendendo l’apertura molto più di una semplice cerimonia istituzionale.
La struttura nasce nell’ambito del progetto “Casamassella. Borgo delle Tessitrici“, finanziato attraverso la Misura PNRR “Attrattività dei borghi – Linea B” e dietro la sua apertura c’è molto di più della chiusura di un cantiere: un percorso durato quattro anni, fatto di ascolto, ricerca, laboratori, partecipazione collettiva, raccolta di memorie e costruzione di relazioni tra la comunità e il suo territorio. Un lavoro che ha coinvolto associazioni, artisti, famiglie, bambini, giovani e realtà locali, riportando alla luce un patrimonio — materiale e immateriale — spesso custodito nelle case, negli archivi familiari e nella memoria del borgo.
Un ruolo di riferimento fondamentale in questo percorso è stato riconosciuto alla Fondazione Le Costantine, realtà radicata nel territorio con una storia viva intrecciata con cultura, tessitura, paesaggio e saperi della comunità salentina.
La trasformazione dell’ex scuola — rimasta a lungo in stato di abbandono — in un moderno spazio pubblico è stata affidata agli architetti Dorit Mizrahi e Roberto Campa per la parte architettonica, e all’ingegnere Leonardo Piano per quella impiantistica. L’intervento va ben oltre la semplice riqualificazione edilizia: interpreta l’architettura come strumento di rigenerazione urbana, ricucendo il legame tra l’edificio e il tessuto storico del borgo.
Tra gli elementi più caratterizzanti del progetto vi sono le due quinte architettoniche che ridefiniscono il margine della piazza prospiciente l’edificio, evocando la memoria dell’antico fronte edilizio che in passato delimitava quello spazio urbano, prima della costruzione della scuola. Un segno contemporaneo che restituisce alla piazza una configurazione più coerente con la sua storia e con la stratificazione del tempo.
L’elemento iconico dell’intera struttura è però la serra collocata sulla copertura dell’edificio: con la sua forma leggera richiama idealmente il profilo della vicina chiesa di San Michele Arcangelo e si propone come nuovo punto di riferimento visivo del paese. Pensata per ospitare attività educative, ambientali e culturali, la serra è diventata il simbolo della Casa delle Culture del Mediterraneo: un segno contemporaneo che guarda al futuro senza recidere il dialogo con il contesto storico e paesaggistico.
Particolare cura è stata dedicata anche agli spazi esterni, concepiti come una moderna agorà aperta alla collettività: aree verdi, luoghi di incontro, percorsi accessibili e spazi per eventi ampliano la funzione pubblica dell’edificio e ne favoriscono una fruizione continua da parte di cittadini e visitatori.
La Casa delle Culture del Mediterraneo è pensata come un hub multifunzionale capace di rispondere a bisogni diversi — culturali, sociali, turistici, creativi — e di essere vissuto da cittadini, associazioni e visitatori. Al suo interno trovano spazio, tra l’altro, una biblioteca, un’area coworking, una ciclofficina e aree espositive e dedicate alle iniziative della comunità. Un insieme di funzioni pensate per fare della struttura un luogo permanente di incontro, formazione, creatività e partecipazione.
L’inaugurazione della Casa delle Culture del Mediterraneo non segna la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova storia. La struttura nasce per essere un luogo aperto, in continua evoluzione, dove cultura, partecipazione e territorio possano continuare a incontrarsi e a generare nuove opportunità. Un esempio concreto di come anche nei piccoli borghi la qualità della progettazione — architettonica, culturale e sociale — possa diventare motore autentico di rigenerazione urbana e comunitaria.
Scopri di più sulla pagina Facebook Casamassella Borgo delle tessitrici (da cui è tratta la foto di copertina).
