Ulassai: un filo bianco sulle trame di Maria Lai

Giunge alla sesta edizione il festival Un filo bianco, che vuole ancora proporre l’arte di Maria Lai quale sorgente di sempre nuove riflessioni e proposte per l’oggi. “La pietra scartata”, questo il titolo dell’edizione 2026, guarda alle cadute del Cristo verso il Calvario quale immagine di quell’alto passaggio della lirica biblica che vede la pietra scartata divenire testata d’angolo. La kermesse propone un viaggio tra figure e storie scartate, dimenticate, ritenute invalide o invalidanti che si sono poi dimostrate chiave di volta nelle diverse arti.

Ecco allora le note di Vivaldi, ignorate per decenni, i fallimenti e l’esilio di Albert Einstein, la selvaggia Sardegna di Lawrence, la stessa opera Legarsi alla montagna di Maria Lai. Perle, come quelle raccontate da Morici, nate laddove tanti non vedevano che scarto, irrilevanza.

Nel cadere, il Nazareno mostra tutta la sua fragilità, quale pietra scartata, inadatta, disprezzata, tanto da generare il desiderio di distogliere lo sguardo negli ignari spettatori del compiersi della promessa di salvezza. Così in tanti, incompresi e rigettati in principio, scartati, ci regalano oggi le più grandi perle artistiche, musicali e letterarie, ricordandoci che proprio nella fragilità si manifesta l’essenza più vera dell’umano.” scrive don Roberto Corongiu, parroco di Ulassai e direttore dell’evento.

Ulassai, patria dell’artista, vive da alcuni anni una rinascita grazie al progetto “Ulassai: Dove la natura incontra l’arte” finanziato dalla Misura PNRR “Attrattività dei borghi – Linea A”, incentrato intorno alla figura di Maria Lai e di cui il festival è parte integrante, sempre dietro la direzione della Parrocchia Sant’Antioco Martire e in sinergia con il Comune di Ulassai e le diverse realtà presenti sul territorio.

L’appuntamento è dal 12 al 26 luglio con un programma di arte, musica e letteratura sulle trame di Maria Lai.

Per maggiori informazioni, scarica il comunicato stampa o vai al sito del Festival.