Cerisano Borgo Swing, il borgo che rinasce grazie alla cultura

Con l’approssimarsi della chiusura del progetto, l’Ufficio stampa di “Cerisano Factory” ripercorre, in una nota, quanto realizzato e le prospettive tracciate dal progetto di rigenerazione che ha rinnovato il borgo calabrese qualificando come un innovativo e creativo “Borgo Swing”.

Tra le colline delle Serre cosentine si eleva Cerisano, un piccolo centro con le sue case, i suoi bar, le mura antiche e i ciottoli che lastricano vicoli stretti capaci di regalare scorci di cielo e natura. Una grande casa comune, una famiglia in cui ognuno contribuisce, ogni giorno, a tenere viva una comunità che si rinnova senza perdere la propria identità. Ed è proprio in questa capacità di rinnovarsi, restando fedele alle proprie radici, che questo borgo ha trovato la forza di immaginare un futuro diverso.

Da questa visione è nato Cerisano Factory, il progetto di rigenerazione finanziato attraverso il PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nell’ambito della Missione 1, Misura 2, Intervento 2.1 “Attrattività dei borghi storici”, promosso dal Ministero della Cultura e sostenuto dall’Unione europea – Next Generation EU. Un percorso che non si è limitato a recuperare spazi e immobili, ma ha già iniziato a trasformare il borgo in un laboratorio permanente di cultura, formazione e innovazione, che si muove sotto il brand di Cerisano Borgo Swing.

Cuore simbolico e operativo di questa trasformazione è Palazzo Sersale, storica dimora nobiliare destinata a diventare un polo creativo e formativo capace di ospitare dagli spazi di coworking ai laboratori, dalla foresteria ai laboratori di musica, dalle sale destinate a lezioni e convegni fino ad un vero e proprio museo aperto al pubblico. Qui, insieme a istituzioni come il Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza e l’Università della Calabria, ed enti come l’Associazione ASPROM, sono state costruite importanti reti di collaborazioni capaci di creare nuove opportunità per i giovani e per il territorio. Non un semplice intervento di recupero edilizio, ma una ricucitura dell’anima del borgo, pensata per contrastare lo spopolamento e trasformare le partenze in nuovi ritorni. È stata proprio l’Università della Calabria – infatti – tra le prime ‘alleate’ del progetto cerisanese. Colto l’aspetto lungimirante, da tre edizioni il Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza dell’Università della Calabria collabora per la realizzazione della Summer School ‘Desf4future’. Un progetto che offre l’opportunità ai giovani studenti delle quarte superiori – provenienti da ogni angolo della Calabria – di immergersi nel mondo universitario vivendo la bellezza di un borgo storico. A questa esperienza si è affianca anche l’istituzione del Master universitario di II livello in Organizzazione, Risorse Umane e Leadership, sostenuto insieme a un sistema di sessanta borse di studio che ha consentito agli studenti di partecipare ai percorsi formativi, confermando come un piccolo borgo possa diventare uno spazio privilegiato per la costruzione del sapere. L’apice di questo percorso dedicato alla formazione è stato raggiunto con la nascita della Scuola di Politica, promossa in collaborazione con ASPROM. Oltre cento studenti hanno preso parte a un’esperienza che ha trasformato le sale del storico palazzo nobiliare in un luogo vivo di confronto, ascolto e approfondimento civile, dove la formazione ha assunto la forma del dialogo diretto con il pensiero e con le storie. In quelle stesse stanze si sono alternati studiosi e protagonisti della vita pubblica di altissimo livello, che hanno scelto di portare in questo luogo il proprio sapere, restituendolo in incontri e lezioni. Tra loro lo storico Umberto Gentiloni e Miguel Gotor, che hanno condiviso con gli studenti il lavoro delle loro ricerche e dei loro libri, insieme all’ambasciatore Marco Carnelos e a figure di rilievo del panorama economico e culturale come Pasquale Tridico, in un intreccio continuo tra esperienza istituzionale e attualità.

Ma il progetto Cerisano Factory non è solo formazione. È cultura. È visione di bellezza, arte e creazione. Un borgo continua a vivere quando riesce ancora a farsi raccontare da occhi nuovi. Sempre insieme all’Università della Calabria, il Dipartimento Studi Umanistici organizza un corso di Formazione di Linguaggi dello Spettacolo e della Comunicazione. Nella ricerca di nuovi sguardi, si è dato il via alle Residenze d’artista di Fotografia in collaborazione con Rete Cinema Calabria. Professionisti e allievi di carattere nazionale hanno varcato il borgo, dialogando con la comunità e la storia che esso conserva. Cerisano si è messa in posa e si è lasciata fotografare, raccontare, non solo nelle sue case e nei suoi vicoli, ma anche nelle bellezze naturali delle montagne e dei percorsi, grazie allo sguardo visionario della fotografa Iskra Coronelli e di Attilio Lauria.

E poi c’è la musica, che qui non accompagna. Abita. Da questa vocazione nasce il Polo tecnologico di musica e di ricerca in collaborazione con il Conservatorio di Cosenza che qui ha trasferito e avviato due corsi di laurea in musica elettronica e sperimentale. Due Residenze d’artista nel settore jazz e Sinfonica in collaborazione con l’Associazione Cultura in Voce e l’Associazione Gaia, dove Palazzo Sersale ha smesso di essere solo edificio per diventare corpo sonoro. Le sue stanze hanno risuonato di violini e pianoforti, di improvvisazioni che attraversano il jazz, la samba, le ritmiche latine, come se il palazzo stesso imparasse a suonare, grazie a strumentazioni di altissimo livello messe a disposizione, destinate ai giovani talenti. Una costante attività di prove aperte che ha consentito alla comunità di dialogare con la musica.

Ed è proprio il jazz, più di ogni altro linguaggio, a trovare qui la sua casa naturale, grazie al Festival delle Serre, giunto alla sua trentaduesima edizione, che ogni anno porta a Cerisano musicisti di rilievo internazionale e trasforma il palazzo in un luogo sospeso, un castello emozionale dove le note si appoggiano sulle mura e il tempo perde consistenza. E accanto alla musica, il teatro, le voci, i bambini che riempiono le piazze, come se il borgo intero fosse una costellazione accesa, dove ogni luce è una storia che continua a muoversi. Accanto alla continuità e al rilancio dello storico Festival, ciò che probabilmente ha suggellato il forte valore identitario che Cerisano possiede è stata la creazione del Museo dedicato a Micheal Fingesten proprio tra le mura di Palazzo Sersale, luogo in cui egli morì dopo essere stato internato nel Campo di Ferramonti durante la fine della Seconda Guerra Mondiale. Artista dalla visione espressionista, viene celebrato a Cerisano in un immenso spazio a lui dedicato, conservando i celebri Ex-libris da lui realizzati. Si tratta di una mostra permanente di oltre 100 opere acquisite dal Comune e che oggi costituiscono il primo museo dedicato all’artista a livello europeo.

Ma Cerisano Borgo Swing è anche un percorso di innovazione digitale e nuove forme di turismo: in questo luogo la tecnologia dialoga con il passato attraverso applicazioni digitali, realtà virtuale, mappe interattive e contenuti immersivi, trasformando ogni visita in un’esperienza autentica, rafforzata dal percorso naturalistico-spirituale “La Via dell’Eremita”, in collaborazione con l’Associazione Il Cammino di San Francesco di Paola. Si tratta di un percorso di circa 63 km, che unisce il Santuario di Paterno Calabro (nei pressi di Cosenza) al Santuario di Paola, passando per i pittoreschi borghi delle Serre Cosentine e la Catena Costiera. È proprio attraverso i fondi del PNRR che il Comune di Cerisano ha investito per migliorarne la fruibilità.

Eppure Cerisano non si è limitata ad accogliere questa trasformazione culturale. L’ha riconosciuta, l’ha attraversata, l’ha fatta diventare parte del proprio respiro quotidiano. La presenza crescente di studenti, docenti, artisti ha lentamente modificato il ritmo del borgo, generando nuove presenze, nuove esigenze. Nuove forme di vita. Dove prima c’era attesa, oggi c’è passaggio. Dove c’era silenzio, oggi c’è permanenza. In questo movimento, il borgo ha visto nascere e consolidarsi nuove attività che hanno dato forma concreta a questa nuova stagione. L’accoglienza si è ampliata grazie anche alla crescita delle strutture ricettive e dei B&B, chiamati a ospitare chi arriva per vivere il borgo come esperienza di studio, cultura e permanenza. Parallelamente, il tessuto economico si è arricchito di nuove realtà che hanno reinterpretato il rapporto tra comunità e ospitalità, come il B&B “La Casetta nel borgo” (nata grazie all’incentivo Imprese Borghi, finanziato dalla medesima Misura PNRR “Attrattività borghi”), l’agenzia di intermediazione turistica Toscal Group, che accompagna e organizza i flussi legati al turismo culturale, e nuove aperture che hanno ridato centralità al gesto conviviale e quotidiano dello stare insieme. Tra queste, il ristorante Da Nonno Libero, la pizzeria Borgò e il wine bar e food Santè 4.1. Luoghi che – partecipando alla vita del borgo – ne seguono i ritmi e ne accolgono le persone, diventando parte integrante dell’esperienza cerisanese.

Ciò che era nato come intervento di rigenerazione culturale ha finito per generare anche una rigenerazione economica e sociale, in cui formazione, turismo e impresa si intrecciano senza soluzione di continuità. E Cerisano, ancora una volta, ha dimostrato che un borgo non è mai soltanto un luogo, ma è un organismo vivo che cresce insieme a ciò che lo attraversa. Ora le signore anziane dai balconi salutano gli studenti. Un fotografo ha scoperto il Cammino di San Francesco. Ha scattato qualche foto. Racconterà di averlo visto. Racconterà di esserci stato. Ora le finestre di Palazzo Sersale non sono più buie. Quando passi, spesso puoi sentire qualche violino che suona. Qualche risata di qualche ragazzino che, sgattaiolando dalla sua stanza in foresteria, si è intrufolata in quella del suo nuovo amico. Uno di Cosenza. L’altro di Reggio Calabria. Ed in questa collisione di umanità che si generano le cose nuove, dove il motore non è semplicemente fare. Il motore è crederci. Perché solo credendoci questi luoghi possono avere una seconda opportunità. Con Cerisano Borgo Swing nasce una nuova stagione per il piccolo borgo delle serre cosentine, che possa essere l’esempio per credere nello sviluppo delle piccole aree urbane come centri che vogliono che si racconti qualcosa di diverso. Non luoghi che conservano ricordi, ma strade che possano accogliere nuovi passi, nuovi sorrisi. Nuova vita.

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