A Castelnuovo Bocca d’Adda (LO), è aperta ufficialmente Casa Peroni – Capanna TWIN, il primo ostello solidale lungo la Ciclovia VENTO, l’infrastruttura sostenibile che unisce Venezia a Torino.
Dopo la consegna delle chiavi da parte dell’Amministrazione comunale alla Cooperativa Amicizia di Codogno che ne cura la gestione, è dunque operativa la struttura ricettiva nata dalla collaborazione tra Comune di Castelnuovo Bocca d’Adda, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano e Cooperativa Amicizia di Codogno, sviluppata, grazie alle risorse della Misura PNRR “Attrattività dei borghi – Linea B” nell’ambito del progetto di rigenerazione culturale e sociale Borghi Lenti.
Casa Peroni è più che un semplice ostello:
- un punto di sosta per cicloturisti e viaggiatori lungo la Ciclovia VENTO e la Ciclovia dell’Adda;
- un luogo di inclusione sociale, con opportunità di lavoro per persone con fragilità accompagnate dagli educatori professionali;
- un esempio di rigenerazione di un piccolo centro lungo la Ciclovia VENTO, alla confluenza dell’Adda in Po.
Casa Peroni dispone di 12 posti letto suddivisi in tre accoglienti camere, arredate secondo i principi dell’economia del riuso. Grazie a una campagna di raccolta donazioni nel progetto Borghilenti, sono stati recuperati mobili e suppellettili che, restaurati in modo creativo, oggi colorano l’ostello. Una scelta sostenibile per offrire un alloggio economico e autentico a chi viaggia lungo la Ciclovia VENTO e la Ciclovia dell’Adda.
Gli ospiti vengono accolti in un ampio spazio a piano terra, concepito come un prolungamento coperto della piazza antistante. Al primo piano si trova una grande sala polivalente: un’area relax dove socializzare e partecipare alle attività culturali aperte al pubblico. Anche in questi spazi comuni, i principi dell’economia del riuso caratterizzano l’ambiente con gusto e creatività, offrendo un’atmosfera unica a chi cerca un alloggio nel Basso Lodigiano ricco di storia e convivialità.
Scopri Casa Peroni sul sito della struttura
Foto di Renato Depedri dalla pagina Facebook di Borghi Lenti
