La reunion dei CSI preparata nel borgo di Campolo

Uno degli eventi musicali che maggiormente hanno caratterizzato la fine dell’ultima stagione estiva è stata sicuramente la reunion del gruppo CSI – Consorzio Suonatori Indipendenti che, che dopo 25 anni dal loro ultimo storico concerto, sono tornati con un tour.

L’iconica band e il suo storico leader, Giovanni Lindo Ferretti, hanno da sempre un profondo legame con i territori periferici e con l’Appennino. Legame rinnovato e rinforzato anche in occasione della preparazione del nuovo tour. Le prove dei concerti che hanno riportato i CSI sul palco si sono, infatti, presso la Casa delle Arti, nel borgo di Campolo, frazione del comune di Grizzana Morandi, sull’Appennino bolognese. Questa struttura, descritta come un hub multidisciplinare che integra musica, arti digitali e residenze artistiche, è stata realizzata nell’ambito di Da Campolo l’arte fa Scola, il progetto di rigenerazione finanziato dall’Investimento PNRR “Attrattività dei borghi – Linea A”, la cui strategia di fondo mirava a integrare la tutela del patrimonio con la rivitalizzazione sociale ed economica, creando nuove opportunità e servizi culturali. La Casa delle Arti, in particolare, è stata concepita per ospitare laboratori, sale prova e spazi creativi, un contesto ideale che è stata inaugurata proprio in occasione del ritorno dei CSI.

Ma il legame tra la reunion dei CSI e il territorio di Grizzana Morandi non si ferma qui. Per celebrare il ritorno sul palco della band, è in lavorazione anche un docu-film, che racconterà il percorso della band. Alcune scene dell’opera, diretta dal regista Davide Ferrario, sono state girate presso la suggestiva Rocchetta Mattei. Anche questo edificio storico è stato oggetto di importanti interventi di recupero e valorizzazione, rientrando nel medesimo investimento del PNRR Cultura.

La scelta dei CSI di abbracciare questi luoghi non è solo un omaggio al passato musicale, ma un gesto concreto che illumina il futuro di questi borghi, dimostrando come la rigenerazione di questi territori attraverso l’attivazione di infrastrutture e servizi possa favorire, non solo la fruizione di cultura nelle aree interne, ma anche attivare processi di produzione culturale.

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