La Pli, il tesoro da svelare

24.09.2026

Marebbe: il tesoro de La Pli è stato svelato grazie al PNRR

Come noto, da qualche settimana è stato superato l'orizzonte di riferimento del PNRR, entro il quale i soggetti attuatori avrebbero dovuto completare gli interventi di loro competenza. Per quanto riguarda l'Investimento "Attrattività dei Borghi", come evidenziato anche nel  corso dei recenti Stati Generali, il target è stato pienamente raggiunto e, nel complesso, addirittura superato. 

Nel Comune di Marebbe, come in tutti i borghi coinvolti, è, dunque tempo di bilanci, non solo per ciò che concerne la rendicontazione formale, ma anche dal punto di vista dei risultati sostanziali dell'esperienza vissuta. Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo un comunicato stampa che raccoglie, in un'intervista, il pensiero di Felix Ploner, già sindaco di Marebbe e Presidente della cooperativa di comunità “Por Mareo” nata proprio nell'ambito del progetto La Pli, il tesoro da svelare.

Nel Comune di Marebbe sono stati attuati con successo 14 interventi diversificati, che spaziano dalle infrastrutture sociali alla valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico. Tra i progetti chiave figurano il risanamento della canonica con l’abbattimento delle barriere architettoniche per l'accesso all'archivio e alla biblioteca, nonché la riqualificazione della piazza del paese. Un forte accento è stato posto anche sulla valorizzazione della cultura ladina e sulla candidatura del prezioso archivio parrocchiale al Registro della Memoria del Mondo UNESCO. Le misure sono state completate da interventi per la promozione della mobilità sostenibile e dalla fondazione di una cooperativa di comunità. 

Il PNRR ha lasciato un segno tangibile a Pieve di Marebbe. Un focus importante è stato dedicato alla cultura. Che significato hanno questi investimenti a lungo termine per la comunità locale?

Questi investimenti costituiscono le fondamenta della nostra identità. Il restauro della storica canonica e l'eliminazione delle barriere architettoniche per l'archivio e la biblioteca portano la nostra storia direttamente nel presente. Insieme alla piazza del paese, ora riqualificata, abbiamo ricreato un centro d'incontro autentico e vivace. La candidatura del nostro prezioso archivio parrocchiale al Registro della Memoria del Mondo UNESCO rappresenta inoltre un altissimo riconoscimento. Dimostra che la nostra ricca cultura e storia ladina possiedono un valore universale che vogliamo preservare per le generazioni future.

Oltre alla cultura, l'attenzione si è concentrata sui benefici diretti per la popolazione locale. Come percepiscono i cittadini questi cambiamenti nella vita di tutti i giorni?

I benefici sono immediatamente tangibili nella quotidianità. Un esempio perfetto è il nostro nuovo negozio self-service “Le Local”. È completamente digitalizzato, aperto alla popolazione 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e garantisce l’approvvigionamento di beni di prima necessità in paese. Dietro a questo progetto c'è una fitta rete di agricoltori locali, fornitori e commercianti, il che rafforza l’economia circolare a livello locale.

Allo stesso tempo, abbiamo migliorato notevolmente la qualità della vita con interventi mirati di moderazione del traffico: sulla strada da Maria Saal a Pieve di Marebbe è stato eliminato il traffico di transito, limitando l'accesso ai soli residenti. Oggi questo tratto è un percorso sicuro e molto apprezzato dai ciclisti. Infine, ma non meno importante, abbiamo fondato la cooperativa di comunità “Por Mareo”, che conta già più di 50 soci. Questa realtà si fa carico in modo snello di importanti servizi comunali: dallo sgombero neve e pulizia strade, ai servizi di pulizia nelle scuole, fino alla vigilanza scolastica all’uscita dei ragazzi. Questa è solidarietà attiva e concreta in paese.

Accanto alla qualità della vita serve anche un'economia forte. Quali impulsi ci sono stati per le imprese locali e l'agricoltura?

Anche l'economia e l'agricoltura hanno tratto grande beneficio dai finanziamenti. Una leva fondamentale è stata rappresentata dai fondi integrativi del PNRR destinati alle imprese private. Le aziende locali hanno potuto effettuare investimenti urgenti e necessari, salvaguardando i posti di lavoro e mantenendo il valore aggiunto sul territorio.

Nel settore agricolo abbiamo potuto consolidare l'unione dei nostri contadini nell'iniziativa “Agri.col.art”. L'efficacia di questa sinergia è stata dimostrata dalla cena di beneficenza organizzata in collaborazione con l'Associazione Turistica di San Vigilio, dove i prodotti locali sono stati presentati in modo eccellente. Questo crea nuove e proficue partnership tra agricoltura, gastronomia e turismo.

Un progetto di questa portata richiede risorse finanziarie significative. Come valuta la dinamica economica innescata dal PNRR?

Non dobbiamo dimenticare che questa iniezione di fondi del PNRR è stata un catalizzatore formidabile. Ha funzionato come una chiave per aprire nuove porte. Grazie a questo finanziamento iniziale siamo riusciti ad attivare ulteriori e importanti contributi, sia a livello di Provincia Autonoma di Bolzano che tramite la Regione Trentino-Alto Adige. Senza questo primo e vigoroso impulso del PNRR non avremmo potuto richiedere o sbloccare molti di questi finanziamenti integrativi. Alla fine, sul territorio sono stati investiti complessivamente 5 milioni di euro.

Il periodo di finanziamento si è concluso. Quale sarà il futuro e cosa dobbiamo aspettarci per i cittadini di Marebbe?

Il periodo di programmazione è terminato e ci tengo a rivolgere un grande ringraziamento a tutti i partecipanti, ai collaboratori e ai partner. Senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile. Ma la vita in paese comincia davvero adesso!

Nel breve periodo, l'evento di spicco sarà rappresentato dalle repliche straordinarie dell'operetta “Franzi” di Iaco Rigo, con le musiche di Alex Trebo, che andrà in scena nel mese di agosto sul palco coperto recentemente riqualificato nel centro del paese. E questo è solo l'inizio: abbiamo già nel cassetto altri progetti successivi per continuare a promuovere e far vivere la nostra lingua e cultura ladina.

Fonte: comunicato stampa