Il tempo come ritmo della musica, come solco della storia, come attesa in cucina e come sfida filosofica. Con il sottotitolo evocativo “Le arti incontrano le storie”, la Val Pesarina sta vivendo l’edizione 2026 del festival “Passeggeri del Tempo”. Nei weekend dal 2 al 10 maggio, Prato Carnico (UD) si trasforma in un laboratorio d’idee diffuso, con un percorso che intreccia il patrimonio locale con le grandi tematiche del presente.
Il sipario si è alzato sabato 2 maggio alle ore 18.00 nella Chiesa Parrocchiale di S. Canciano M. a Prato con il concerto “Echi nel Tempo”. Il Coro Voci d’Oltrefiera e l’Ensemble Vocale Melchoir di Treviso, sotto la sapiente direzione di Eleonora Capellari – originaria della Val Pesarina – hanno offerto un’esperienza sonora immersiva: dai capolavori rinascimentali di Palestrina alle moderne suggestioni di Northern Lights, il canto corale diventerà un dialogo tra culture e geografie lontane.
La giornata di domenica 3 maggio è stata invece caratterizzata da tre momenti di grande spessore tutti ospitati all’Auditorium Comunale a Pieria di Prato Carnico (ingresso libero):
Alle 15.30, l’inclusione al centro con il progetto “Il Tempo per tutti“. In collaborazione con Anffas Alto Friuli, hanno presentato i materiali in formato Easy to Read che rendono accessibile a chiunque il percorso dell’Orologeria Monumentale di Pesariis.
La memoria collettiva è stata protagonista con Walter Tomada in dialogo con Carlo Tolazzi, alle 17.30. Al centro dell’incontro il libro “La faglia dentro”, un’indagine sul terremoto del 1976 inteso come spartiacque identitario del popolo friulano.
La giornata si è chiusa alle 20.30 con l’eccellenza gastronomica di Chiara Pavan in dialogo con Gabriele Grieco. La chef stellata del “Venissa”, icona della cucina sostenibile, che ha raccontato come il tempo sia l’ingrediente segreto per rispettare i cicli della terra e le persone.
Lunedì 4 maggio, alle ore 20.30, appuntamento dedicato alla Val Pesarina e alle sue attività economiche con il docu‑film Saperi e Sapori. Tempi di Cjanâl. Il film, di taglio corale, racconta la montagna di oggi attraverso le voci dei suoi protagonisti. Con la regia di Federico Gallo e i testi e la voce narrante di Carlo Tolazzi, le testimonianze raccolte intrecciano tradizione e contemporaneità, mettendo in luce i saperi antichi e i sapori autentici che definiscono l’identità della Val Pesarina, le difficoltà quotidiane, la resilienza e la volontà di guardare al futuro senza perdere le proprie radici.
Giovedì 7 maggio ore 20.45 (Auditorium comunale a Pieria di Prato Carnico) il teologo e filosofo Vito Mancuso presenta il suo ultimo lavoro “Destinazione Speranza”. In un’epoca di incertezze, Mancuso invita a una “libertà di obbedire” alla propria coscienza, offrendo una bussola morale per affrontare il futuro con coraggio. (Evento su prenotazione).
Venerdì 8 maggio ore 20.30 (Chiesa S. Leonardo, Osais): La musica torna sovrana con Chiara Trentin. La violoncellista friulana presenterà “Violoncellula”, un album co-prodotto da Giovanni Sollima che esplora le potenzialità del violoncello elettrico tra echi barocchi e atmosfere ambient.
Il sabato conclusivo, 9 maggio, si articola in tre momenti.
Alle 16.00 (Salone storico della Casa del Popolo, Pieria): “Il tempo di Caravaggio”, un format teatrale interattivo curato dall’Unione Arti Performative. Un vero “talk show crime” dove il pubblico sarà chiamato a indagare sui misteri e le ombre della vita del grande pittore.
Alle 17.30 (Salone storico della Casa del Popolo, Pieria): Spazio alla filosofia sociale con Anna Camaiti Hostert, che analizzerà il delicato rapporto tra democrazia, trasparenza e società del controllo.
Per chiudere alle 20.45 (Auditorium Comunale di Prato Carnico): Energia pura con il concerto di Andrea Braido. Il chitarrista che ha segnato la storia del rock italiano (al fianco di Vasco Rossi e molti altri) si esibirà in una performance che mette in luce il suo stile unico e il suo straordinario eclettismo.
Il festival si concluderà domenica 10 maggio alle ore 20.30 (Auditorium Comunale di Prato Carnico) con un omaggio profondo al territorio: “Anche il buio è un colore“. Carlo Tolazzi e Federico Galvani porteranno in scena un’invenzione teatrale dedicata alla miniera di Cludinico, trasformando i 150 chilometri di gallerie e la fatica dei minatori in una narrazione viva che restituisce dignità a un passato fondamentale per la Carnia.
Il festival organizzato dal Comune di Prato Carnico è inserito nell’ambito dell’intervento “Passeggeri del Tempo- Festival – Multidisciplinare” del progetto “Viaggiare nel Tempo. La Val Pesarina tra storia, tradizione e innovazione” finanziato dalla Misura PNRR “Attrattività dei borghi – Linea B”.
L’intervento è realizzato in collaborazione con la Pro Loco Val Pesarina e l’associazione culturale CulturArti.
