L’archivio ecclesiastico di Marebbe verso un riconoscimento UNESCO

È stato recentemente formalizzato l’incarico per un progetto di ricerca congiunto finalizzato al riconoscimento dell’archivio ecclesiastico e anagrafico di Marebbe. Committente dell’iniziativa è Felix Ploner, in qualità di presidente della cooperativa di comunità PorMareo; partner scientifico è il Prof. Pier Luigi Petrillo dell’Università Unitelma Sapienza – School of Advanced Studies on Cultures, Politics and Democracy di Roma.

L’obiettivo della collaborazione è la sistematizzazione scientifica e la preparazione della documentazione necessaria per la candidatura presso la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, con l’intento di inserire l’archivio nel programma UNESCO “Memory of the World”.

«Questo archivio rappresenta una testimonianza unica della storia della nostra comunità ladina e merita una visibilità internazionale», sottolinea Felix Ploner. «Con questo progetto intendiamo creare le basi scientifiche per garantire la tutela a lungo termine di questo patrimonio culturale e promuoverne il riconoscimento nell’ambito del programma UNESCO “Memory of the World”».

«Il progetto di ricerca ha una durata prevista di cinque mesi ed è articolato in due fasi», spiega il Prof. Pier Luigi Petrillo (nella foto). «In una prima fase analizzeremo lo stato di conservazione dell’archivio, il suo inquadramento giuridico e la conformità ai criteri del programma UNESCO. Nella seconda fase procederemo alla redazione del dossier di candidatura,  approfondendo gli aspetti storici, sociali e antropologici del fondo, la sua coerenza con le priorità UNESCO e le questioni relative alla tutela e ai possibili fattori di rischio».

L’archivio storico parrocchiale di Marebbe Pieve rappresenta uno dei più rilevanti patrimoni documentari delle valli ladine. Comprende circa 2.800 volumi, oltre a numerose pergamene, manoscritti, materiali iconografici e rare edizioni a stampa. L’arco cronologico della documentazione si estende dal 1293 fino all’epoca contemporanea.

I fondi non documentano soltanto l’attività amministrativa ecclesiastica della parrocchia e del decanato (Marebbe e Val Badia), ma restituiscono una visione complessiva dello sviluppo storico della comunità ladina. L’archivio è oggi ordinato, scientificamente inventariato e in parte digitalizzato.

L’iniziativa si inquadra nel progetto La Pli, il tesoro da svelare, finanziato dalla Misura PNRR “Attrattività dei borghi – Linea B”.

Fonte: comunicato stampa