Un festival civile e utile a Oliveto Citra

Oliveto Citra (SA) si prepara ad accogliere un nuovo e significativo appuntamento culturale. Dal 22 al 23 gennaio 2026 l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con l’associazione Migr-Azioni ETS, organizza la prima edizione del Festival della Letteratura Sociale e Civile utile, un evento pensato come spazio di incontro per idee, storie e testimonianze, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità su alcune delle più urgenti questioni sociali del nostro tempo.

Questo appuntamento si inserisce ne “Il Borgo dei Fermenti – Culture, servizi, nuova residenzialità, inclusione sociale”, il progetto di rigenerazione culturale e sociale che la il Comune di OIiveto Citra sta portando avanti, insieme alla comunità locale, grazie alle risorse della Misura PNRR “Attrattività dei borghi – Linea B”.

L’obiettivo principale della manifestazione è dare voce a chi non ce l’ha, mettendo al centro valori come solidarietà, accoglienza, integrazione e impegno civile. Il Festival intende offrire un contributo concreto all’evoluzione culturale diffusa, promuovendo l’idea di una collettività partecipe, multietnica, multiculturale e unita. In un momento storico segnato da conflitti e tensioni sociali, la letteratura diventa strumento essenziale per riflettere su pace, non-violenza e centralità dell’essere umano, con le sue emozioni, le sue scelte e il suo pensiero.

Non a caso, la prima edizione è dedicata al tema “Le vittime innocenti della criminalità organizzata”. Un argomento complesso e delicato, talvolta percepito come inflazionato, ma ancora profondamente necessario per interrogarsi sul valore della legalità e sulla forza della memoria come motore di cambiamento.

Il programma prenderà il via giovedì 22 gennaio con la presenza di Luciana Esposito, scrittrice e giornalista, che presenterà il libro “Francesco Pio. Per sempre diciotto anni”, il racconto di una vita spezzata troppo presto, ma che continua a vivere nella speranza di un ricordo che diventa impegno. Seguirà un primo momento di confronto con le testimonianze dei familiari delle vittime innocenti della criminalità organizzata, tra cui Antonino Salvia, figlio di Giuseppe Salvia, vicedirettore del carcere di Poggioreale assassinato nel 1981 da un commando della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo.

La giornata di venerdì 23 gennaio vedrà protagonista Paolo Miggiano, scrittore e giornalista, autore di “C’è ancora tempo”, per una riflessione profonda su giustizia, diritti e possibilità di cambiamento. A seguire, la toccante testimonianza di Alfredo Avella, padre di Paolino, ucciso a soli 17 anni nel 2003 durante un tentativo di rapina. Alla giornata parteciperà anche don Roberto Faccenda, Responsabile della Pastorale Giovanile della Diocesi di Salerno–Campagna–Acerno, che offrirà uno sguardo educativo e spirituale rivolto soprattutto alle nuove generazioni.

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